Progetto

Cos’è l’Atlante castellano

Una delle domande più frequenti di chi si avvicina al tema dei castelli è: quante sono le fortificazioni in Italia? Nessuno, sinora, ha saputo rispondere con precisione; ma l’Istituto Italiano dei Castelli è consapevole da decenni di essere l’unico ente in grado di “contarle”.

Il progetto dell’Atlante castellano, avviato nella sua forma cartografia e digitale nel 2022, non esaurisce, tuttavia, il suo obiettivo in una mera elencazione quantitativa delle varie categorie di edifici fortificati presenti sul territorio nazionale. Sarà un percorso lungo e complesso, di cui a malapena oggi si possono intravvedere gli esiti, ma per certo si svilupperà per fasi: è iniziato con la loro individuazione e classificazione; quindi si procederà a una schedatura di dettaglio dei singoli elementi componenti; infine si procederà alla descrizione (anche fotografica) dei singoli complessi.

Si tratta di un progetto in fieri, che sarà suscettibile di continui aggiornamenti e di un progressivo affinamento dei dati, in modo da poter disporre di informazioni sempre più omogenee in vista della predisposizioni di strumenti di ricerca e interrogazione del data base precisi ed efficaci.

I dati riportati sono, pertanto, da intendersi al momento come provvisori, ossia in attesa di un riscontro che sarà effettuato nel corso di sopralluoghi. Un apposito simbolo indicherà l’avvenuta verifica.

Tornando all’interrogativo iniziale, non è lontano il giorno che si potrà avere una risposta attendibile; non si tratta di una semplice curiosità numerica: infatti, solo quando si conoscerà esattamente consistenza e distribuzione di questo patrimonio, potranno attivarsi specifiche politiche di salvaguardia, tutela e valorizzazione, oggi del tutto inadeguate. A tale riguardo si ricorda che uno degli aspetti senz’altro qualificanti del progetto è rappresentato, oltre che dai propri orizzonti cronologici (di fatto l’intera età storica, sino alle fortificazioni della seconda guerra mondiale), dall’essere esteso anche a complessi scomparsi, finanche a quelli di non più precisamente identificabili geograficamente.

A questa titanica impresa (decine di migliaia di soggetti) si dedica il Consiglio Scientifico dell’Istituto con il supporto operativo delle Sezioni. Si tratta senza dubbio di un progetto con evidenti contorni scientifici, ma l’ambizione è che sia in grado di produrre efficaci ricadute nell’amministrazione, nella tutela, nella valorizzazione e nella promozione del territorio italiano.

L’Istituto Italiano dei Castelli

L’Istituto Italiano dei Castelli è un’organizzazione culturale senza scopo di lucro, nata nel 1964 per iniziativa di Pietro Gazzola ed eretta in Ente Morale, riconosciuta dal Ministero dei Beni Culturali nel 1991. L’Istituto è stato costituito per incoraggiare:

lo studio storico, archeologico ed artistico dei castelli e dei monumenti fortificati, per mezzo di:

  • inventario e censimento delle architetture fortificate da redigersi per provincia e per categoria
  • escussione delle fonti storiche
  • assunzione delle ricerche archeologiche
  • incremento della ricerca artistica per meglio definire ed aggiornare i valori estetici che caratterizzano i singoli monumenti ed i complessi fortificati

la loro salvaguardia e conservazione, per mezzo di:

  • tutela in senso stretto, attraverso lo studio e la formulazione di appositi strumenti giuridici
  • proposte di mezzi legali e fiscali utili alla conservazione attiva e passiva, diretta e indiretta del patrimonio di architettura militare, anche allo stato di rudere

la valorizzazione, per mezzo di:

  • identificazione dei luoghi o delle entità castellane, allo scopo di inserirli, nell’attività pianificatoria riguardante il territorio
  • opera di restauro dell’oggetto, secondo la teoria scientifica più aggiomata
  • reperimento dei mezzi necessari all’attuazione dei programmi

la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, per mezzo di:

  • azione sociale e di comunicazione tendente ad incrementare quantitativamente e qualitativamente la partecipazione di enti pubblici e privati alle attività dell’Istituto